lunedì 19 aprile 2010

Ciao Darwin, calano le vesti Ma pure gli ascolti...


Il varietà "goliardico" di Bonolis continua a vincere gli ascolti della serata ma lo share sta scivolando verso il basso: da 31.65 al 25.75% di sabato scorso. Vuoi che a forza di primi piani sui sederi il pubblico senta il bisogno di rialzare lo sguardo?

"Ascolti, vince Ciao Darwin. Quasi 6 mln di spetattori per la trasmissione di Paolo Bonolis. La quinta puntata di Ciao Darwin 6-La regressione su Canale 5 ha vinto la serata con 5.964.443 spettatori, pari ad un share del 25,75". Agenzia dell'Ansa di domenica. "La trasmissione condotta da Bonolis ha battuto nuovamente la contro programmazione" ( Ciak si canta, Mi manda Rai3, Crimini).

Peccato non si sottolinei anche che il "carnevale dell’anima" (ipse dixit) di volpone Bonolis oltre a far scivolare vesti e sottovesti delle bonazze schierate in prima linea sta a sua volta lentamente scivolando negli ascolti. Lo share è passato dal 31% della prima puntata al 25, 75 di quest’ultima. E gli ascolti da 6,8 a 6,7 fino a 5,9 di sabato 17 aprile.

Sul web si moltiplicano i commenti di biasimo del programma e le mobilitazioni per boicottarlo. Si legge su Cinemotore: "Pensate che a Ciao Darwin c'è una nostra amica che fa la ballerina e noi neanche l'abbiamo riconosciuta perché di lei hanno inquadrato sempre solo il suo c ... e le immagini sfocate dei loro visi. Una studia 20 anni danza per uno stacco sulle chiappe".

"Era ora (in riferimento al crollo dello share) che qualcuno capisse che la tv non è un club privé dove far vedere che la casalinga è più trasgressiva della pornostar. Forse prima o poi qualcuno capirà che si possono fare programmi anche divertenti ma dove il cool non deve far rima con c…da riprendere in primo piano".

Bonolis nel difendere "nonostante tutto e tutti" la sua creatura continua a ripetere, usando quella proprietà di linguaggio che gli compete e di cui fa generosamente sfoggio nel programma (creando un evidente attrito con i contenuti): «Darwin è dall’inizio dichiarato quello che è ovvero un carnevale dell’anima e uno specchio che appare deformante ma in realtà è raddrizzante rispetto ad una realtà deformata. Questo vuole essere questo spettacolo, dove si ride delle cose più goliardiche, con allegria, facilità e buona disposizione d’animo».

Eppure più che assistere a risate goliardiche, le inquadrature sul pubblico catturano sguardi ipnotizzati e inebetiti da tanta nudità spudoratamente e sfacciatamente esibita. Che nemmeno i commenti ironici e aulici del presentatore riescono a elevare a uno stadio di accettabile dignità.

Ma Bonolis se la ride, soddisfatto e compiaciuto. Perché far leva sugli istinti più primitivi ed elementari dell’uomo, sulla "carnazza", è da sempre il mezzo più facile per fare ascolti. Se non fosse che sto giro qualcosa dev'essersi inceppato. Che ne abbia mostrata troppa, facendo rischiare l’indigestione, o che il pubblico abbia sentito la necessità di rialzare la testa (e lo sguardo)?

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